San GiacomoLa chiesa di S.Giacomo, sita nell'omonima piazza, si ritiene sia la più antica di Lucera, infatti secondo fonti storiche, S.Pardo quando giunse a Lucera per la sua faticosa opera di cristianizzazione della comunità, fece eriggere verso il 254 una chiesa, che divenne la cattedrale della città. Nel 663 seguì la sorte della città, distrutta dalle truppe di Costante II; in quest'occasione furono trafugati i resti di S.Pardo e di S.Basso.
Venne ricostruita nel sec. VIII e vi fu custodita la statua di S.Maria portata a Lucera dal vescovo Marco II.

Da documenti storici, la chiesa con l'attiguo convento, risulta esistente gia nel sec.VII alle dipendenze dei monaci cassinesi; dei benedettini di S.Vincenzo al Volturno nel sec.IX e dei benedettini di Cava nei secoli XI, XII e XIII sotto i quali fu rifatta nel 1182 dal beato Benincaso.

La chiesa di S.Giacomo ebbe diverse denominazioni o titoli. Si chiamava dei Santi Filippo e Giacomo nei documenti degli anni 845, 949, 1054, 1073, 1096 e 1099; dei Santi Giacomo e Barnaba nei documenti degli anni 1039 e 1064; dei S:Giacomo nei documenti degli anni 1038, 1109, 1115, 1121 e 1181.

Distrutta insieme ad altre chiese dai saraceni, fu nuovamente riedificata, dopo la cacciata di quest'ultimi, da Roberto d'Angiò. La chiesa fu ricostruita altre volte, finchè agli inizi del novecento, a spese dei fratelli Curato, Francesco (sindaco di Lucera) e Baldassarre, fu abbattuta e sostituita da una più grande spostandola dal centro della piazza e arretrandola nell'attuale posizione. Costruita dal mastro Fasano Colabella, fu dotata di un campanile e di una casa canonica. Nel 1941 la si arricchì con 12 medaglioni riproducenti gli apostoli e da due quadri laterali alla nicchia di S.Giacomo, riproducenti la chiamata all'apostolato e il martirio del santo, opere di Luigi Torelli di S.Nicandro Garganico.
All'interno è conservata la statua della Madonna della Vittoria, riproduzione angioina del sec.XIV dell'originale statua bizzantina portata a Lucera dal vescovo Marco II.

Tale statua, come le contemporanee statue della Madonna della Misericordia conservata al Carmine e della Madonna della Libera conservata a S.Giovanni, ricordano il prodigio compiuto da S.Maria Patrona che permise la liberazione della città, da parte degli angioini, dagli infedeli saraceni.

 

Note:

Dagli appunti presi su documenti dell’Archivio della Parrocchia di San Giacomo si apprendono interessanti notizie circa la vecchia chiesa che nel 1775 pare venisse sostituita da una nuova costruzione la quale, a sua volta, dopo alterne vicende venne definitivamente abbattuta mentre al suo posto venne eretta l’attuale fabbrica che affaccia sull’omonima piazza.

L’arciprete Domenico Ciaburri nel 1774, prendendo possesso della parrocchia, trovò la chiesa così malconcia che gli sembrò più un’osteria che una chiesa. Fu giudicata dai periti chiamati a visionarla prossima al crollo per via delle innumerevoli lesioni, per cui il Ciaburri pensò di abbatterla per costruirne un’altra.

I lavori iniziarono il  4 gennaio 1775 ad opera di maestri muratori abruzzesi con l’approvazione dell’allora vescovo mons. Giuseppe Maria Foschi. Nel frattempo, l’arciprete Domenico Ciaburri utilizzò per le funzioni una chiesetta costruita nella zona all’occorrenza.

Nel 1857 l’arciprete Vincenzo Rotundi abbatté quanto costruito dal Ciaburri e gettò le fondamenta per una nuova chiesa.

Nel 1882 l’arciprete Nicola Armiento portò a termine il compimento dell’opera, ma la chiesa non venne aperta al pubblico perché senza opere decorative di pavimento e altari.

Il 9 febbraio 1900, dopo gli accordi intercorsi tra la famiglia Curato, il parroco e il Comune, vennero abbattute la chiesetta costruita dal Ciaburri e la chiesa iniziata dal Rotundi e si diede inizio alla costruzione di una nuova chiesa.

I lavori vennero affidati a mastro Fasano Colabella che li porterà a termine il 29 novembre 1903 giorno della consacrazione ad opera di mons. Giuseppe Consenti vescovo di Lucera.

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