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Lucera, fin dalla sua origine, fu denomina “chiave” delle Puglie, per la sua posizione strategica, quale porta del Tavoliere.

Le prime testimonianze di vita nell'area della città sono state individuate sul Monte Albano, dove sono state rinvenute tracce di alcuni villaggi neolitici del III millennio a.C.
Sempre sul Monte Albano sono stati ritrovati resti della civiltà del bronzo e dell'età del ferro, che ha regalato alla città un gruppo di bronzetti, noto come Carrello di Lucera, del VIII secolo a.C., conservati presso l'Ashmolean Museum di Oxford.

Si hanno notizie di Lucera sugli scritti dello storico greco Polibio (206 a.C.-124 a.C.), che parlò di Lucera come città della Daunia, provincia settentrionale dell'Apulia.

È considerata “antica città dei Dauni”, come la definì il geografo greco Strabone (58 a.C.-24 d.C.) narrando la leggenda secondo la quale Diomede, re d'Etolia, dopo la distruzione di Troia, fuggì verso l'Apulia e si stabilì presso Lucera, dove depose le armi e il “Palladio” nel tempio di Athena Iliàs e costituì una colonia greca.

Questa leggenda venne narrata anche dallo scrittore e grammatico greco Antonino Liberale, che aggiunse che Diomede, si stabilì presso il re Dauno, aiutandolo nelle lotte contro le popolazioni vicine, ricevendo in cambio la pianura denominata “Campi di Diomede”. Proprio la figlia del re Dauno, data in sposa a Diomede, pare si chiamasse “Leuceria”.

A tal riguardo sono state ritrovate in località “Carmine Vecchio” antiche sepolture a grotta risalenti al V-IV secolo a.C., in una delle quali è stato rinvenuta l'armatura di un guerriero.

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