×

Attenzione

Errore nel caricamento del componente: com_tags, Componente non trovato

Gli eventi che diedero inizio all'Ottocento non furono a favore di Lucera. Con l'avvento dei governo di Napoleone, la città perse di colpo l’importanza storica che l’aveva aiutata anche nei periodi più bui. Infatti con legge n. 132 del 8 agosto 1806, le province di Capitanata e Molise furono divise e la sede del capoluogo del Tavoliere passò a Foggia, che negli ultimi anni aveva conseguito un avanzamento demografico tale da superare di molto Lucera (17.000 abitanti contro 8.000), assumendo quindi quella grandezza che per secoli è stata di dominio assoluto dei lucerini.

Il colpo fu duro da digerire anche se Napoleone, dopo aver visitato la città il 25 marzo 1807, istituì il Real Collegio di Capitanata (1807), al posto del soppresso monastero dei celestini, e lasciò a Lucera la sede del Tribunale di prima istanza (1808); negli anni successivi furono istituiti l’Archivio Provinciale (1809), la Conservatoria delle Ipoteche (1809), l'Archivio Notarile (1812), la Sezione di Archivio di Stato (1813), l’Ufficio del Registro (1817), l’Ufficio delle Imposte (1817) e la Gran Corte Criminale (1817).

Con il decreto di Gioacchino Murat n. 765 dell'8 ottobre 1810 anche il Terraggio fu abolito; in quell'anno le spoglie mortali del Beato Agostino Kazotic furono traslate dalla chiesa di San Domenico alla Cattedrale, ai piedi dell'altare del Sacro Cuore, dove tuttora sono conservate.

Nel 1818, a seguito del decreto di Napoleone di seppellire i morti fuori le cinta delle città, venne realizzato nell'estrema periferia nord della città, fuori da Porta San Severo, il Cimitero di Lucera. L'anno seguente, nel Real Collegio, venne istituita la Prima Scuola Secondaria di agricoltura e le cattedre di diritto e procedure penali.

Nel 1826, Maria Giuseppa Mozzagrugno cedette il suo palazzo nobiliare alla città affinché divenisse la sede del Comune; numerosi furono i lavori effettuati dall'architetto Filippo Gifuni, che nel 1832 presentò alla cittadinanza il nuovo palazzo. In quello stesso anno, presso il convento di Santa Maria della Pietà, i Padri Osservanti aprirono le cattedre universitarie di filosofia e teologia. In quegli anni furono iniziati anche i lavori per le strade di collegamento tra Lucera e i centri più vicini, iniziando ovviamente dalla tratta con Foggia.

Nel 1831, nei locali del soppresso convento di San Francesco, vide la luce anche la Biblioteca comunale, fortemente voluta dalla famiglia de Nicastri, seguita dalla famiglia Scassa, che donò circa 6 000 volumi. In breve anche le altre nobili famiglie fecero le loro donazioni, che accrebbero subito la ricchezza della collezione.

In quegli anni notevole attenzione ebbe il giovane sacerdote lucerino Don Alesandro de Troja, che assisteva le famiglie più bisognose della città, ricoprendo l'incarico di economo spirituale della parrocchia di San Matteo Apostolo. Numerose furono le persone che chiedendogli preghiere, furono gratificate con guarigioni inspiegabili, che lui attribuiva a padre Maestro Fasani; la cittadinanza lo chiamava familiarmente don Sante. Morì a soli 33 anni, nel gennaio 1834 e, in concetto di santità, venne sepolto in Cattedrale, che proprio in quell’anno venne dichiarata Basilica Minore.

Dall'ottobre del 1836 la Capitanata fu colpita da una nuova calamità, il colera indiano. Più di 5.000 i morti e anche Lucera ebbe le sue vittime. Il culmine dell'epidemia si ebbe nell'estate del 1837; il popolo chiedeva a Santa Maria Patrona di aiutare anche questa volta la sua città e l'aiuto della Vergine non mancò. Difatti il 12 e il 13 luglio di quello stesso anno, l'Icona trecentesca della Vergine, collocata in una delle cappelle laterali alla Cattedrale, avrebbe mosso gli occhi e cambiato il colore della pelle. L'evento miracoloso si sarebbe protratto per molto tempo e fu aperto un processo canonico nel 1838, di cui si occupò anche papa Gregorio XV e la Sacra Congregazione dei Riti, che non poté che constatare l'avvenuto evento inspiegabile, anche perché da allora l'epidemia del colera scomparve dalla città, e proclamare il 13 luglio quale festa della Madonna del Colera.

Sempre nel 1838 venne inaugurato il Teatro Comunale, intitolato a Maria Teresa di Borbone mentre dal 1841 le antiche fiere annuali lucerine vennero finalmente ripristinate, riportando nella città un antico commercio mai dimenticato. Nel 1842 la fatiscente Porta Foggia venne abbattuta e ricostruita.

L'Ottocento fu un secolo di notevoli trasformazioni anche nell'ambiente politico. Nel 1848 infatti fu fondata l'associazione "Propaganda", il cui obiettivo era l'Unità d'Italia; molti furono i lucerini che sacrificarono la loro vita in nome dell'indipendenza italiana. In quegli anni anche la città di Lucera subì rilevanti cambiamenti. Nel 1855, il Consiglio Comunale, deliberò l'abbattimento delle mura angioine e delle porte fatiscenti, restando in piedi solo la Porta Troia e la Porta Foggia, che attualmente sono gli unici due ingressi rimasti in piedi.

Nel 1853 venne inaugurato il Regio Orfanotrofio femminine "Ferdinando II di Borbone" nel soppresso convento di San Leonardo; l'istituzione fu possibile grazie a Tito Pellegrino che destinò tutto il suo patrimonio per tale iniziativa. Pochi anni dopo, nel 1857, il Real Collegio viene elevato a Liceo con l'aggiunta di cattedre in chirurgia e medicina. La direzione del nuovo Liceo fu affidato ai Gesuiti che dal 1854 gestivano il Collegio. Le rivolte di quegli anni, però, fecero fuggire anche la “Compagnia di Gesù” dalla città, assieme al vescovo Iannuzzi nel 1860. L'anno seguente il Real Liceo divenne Liceo Ginnasio e Convitto Nazionale; nel 1864 il Conservatorio delle Orfanelle divenne Asilo d’Infanzia “Sant’Anna” e, nel 1866, con la definitiva soppressione dei monasteri, anche i Redentoristi Mannarini, i Fatebenefratelli e le dame di clausura del convento di Santa Caterina lasciarono Lucera.[21]

Nel 1860 il Teatro Comunale fu intitolato a Giuseppe Garibaldi e fu fondato il primo circolo cittadino, l'Unione, che dal 1876 venne trasferito in Piazza Duomo, dove ancora oggi ha sede.

Dopo una lunga vita trascorsa nell'assistenza ai più bisognosi, nel 1865 il frate cappuccini Francesco Maria da Gambatesa, morì nel convento di S.Maria da Costantinopoli di Lucera, in fama di santità. Venne infatti sepolto nella stessa chiesa e in poco tempo beatificato.

Nel 1871, grazie all'interessamento di Ruggiero BonghiIl Castello Svevo-Angioino venne dichiarata Monumento Nazionale, seguita dalla Cattedrale dell'Assunta nel 1878. Lo stesso Bonghi fu al centro di famosi scontri elettorali e fu lui ad ordinare l'abbattimento delle cappelle laterali alla Cattedrale e del ponte delle Orfanelle che fungeva da collegamento con l'Asilo di Sant'Anna, riportando così la Basilica all'iniziale stile gotico, eliminando vari altari barocchi che erano stati eretti al suo interno.

Nel 1883, grazie all'interessamento e alle donazioni della marchesa Rosa de Nicastri d'Amelj, venne fondata una casa di cura per anziani nelle vicinanze della chiesa di Santa Lucia.

Il 31 luglio 1887 venne inaugurata la stazione ferroviaria e la relativa tratta Lucera-Foggia, che fu di fondamentale importanza per il commercio e la viabilità della città.

Negli ultimi anni dell'Ottocento sorsero numerose banche. Si iniziarono anche gli scavi archeologici nella città e vennero alla luce le Terme Romane con una Venere Marina nei pressi nella chiesa di San Matteo (1872) e un mosaico romano al centro di Piazza Nocelli (1899). Videro la luce anche numerosi palazzi signorili fra cui quelli delle famiglie Cavalli, Curato e Nocelli.

Con la nascita del Regno d'Italia, la politica gioca un ruolo centrale nella storia di Lucera. Numerosi furono le manifestazioni promosse da Ruggiero Bonghi e da Antonio Salandra, entrambi esponenti del partito liberale. A Bonghi, dopo una anno dalla sua morte, nel 1896 venne intitolato il Liceo Ginnasio e il Convitto Nazionale. A seguire tutti i movimenti politici e culturali di quegli anni ci penso il periodico “Il foglietto”, che vide la luce nel 1897 sotto la direzione di Gaetano Pitta.

Info sul sito

Questo sito nasce con l'intento di mostrare e far conoscere i monumenti, la storia e i personaggi di Lucera.

CENTRO INFORMAZIONE TURISTICA

Punto informazione e distribuzione materiale turistico
Piazza Nocelli, 6 
Numero Verde 800/767606

Login

.

Vai all'inizio della pagina