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A seguito della vittoria bizantina sui Goti (553), Giustiniano rimette Luceria a capoluogo di provincia della regio II - Apulia et Calabria , dopo che per un dato periodo fu spostato a Canosa.

Agli inizi del VII secolo, sotto il duca Arechi I, i Longobardi avanzarono verso la provincia di Luceria e si insediarono nelle zone più periferiche della città, sul Monte Albano, dove sorgeva l’acropoli romana, e nei pressi dell'Anfiteatro nella parte est.

Il ducato fu presto costituito, ma nel 663, Luceria fu distrutta dal bizantino Costante II. L'assetto romano scomparve quasi completamente e i lucerini furono costretti alla fuga, formando vari centri del subappenino (Biccari), e della costa adriatica (Lesina). La vecchia chiesa fu saccheggiata e i corpi dei santi vescovi furono trafugati o portati nelle nuove frazioni costituite. San Basso giunse poi a Termoli mentre San Pardo trovò sacra dimora in Larino.

Nel 743, sulle rovine della città, nuovamente longobarda, arrivo il vescovo Marco II. Il patriarca partecipò al Concilio di Roma del 22 marzo 744, chiedendo a papa Zaccaria aiuti e preghiere per il popolo lucerino. Al suo ritorno a Luceria, portò con sé i monaci Benedettini e una statua della Vergine Maria. La chiesa dei santi Giacomo e Barnaba, semi distrutta, fu restaurata e in un altare fu collocata la statua della Vergine, che da quel giorno venne invocata come protettrice della città e dell'intera diocesi che, come l'antica chiesa, fu intitolata a Santa Maria.

Con il ritorno dei Longobardi, La città venne nuovamente fortificata e le mura furono ristrette, tenendo fuori sia l’acropoli di Monte Albano e sia i resti dell'Anfiteatro Romano. Da cinque miglia, il perimetro si riduce a un miglio e mezzo, con l’apertura di 5 Porte:

  • a nord la Porta San Severo, che sostituì la vecchia Porta Sacra;
  • a sud est la Porta Foggia, che sostituì la vecchia Porta Arga;
  • a sud la Porta Troja, ricostruita sui resti della vecchia Porta Ecana;
  • a nord ovest la Porta Albana fra il Monte Albano e il Monte Belvedere;
  • a est la Porta S. Jacobi, nuova entrata nel casale di San Giacomo.

Nel 802 d.C., il figlio di Carlo Magno, Pipino il Gobbo occupò Luceria, ma la città fu ben presto nuovamente assediata dai longobardi e dal Duca di Benevento Grimolado, che mantennero la giurisdizione della città fino al ritorno del dominio bizantino nel 982 d.C.

Con l’avanzamento dei Saraceni, numerose furono le guerre che Luceria intraprese, fino a quando nel 1060 circa, la città fu conquistata dai Normanni, al fianco dei quali alcuni lucerini parteciparono anche alle Crociate in Terra Santa.

Il dominio normanno cesso intorno al 1200, quando fecero il loro ingresso gli Svevi.

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