Tra il 1995 e il 1997 si.è svolto in località San Giusto, nel territorio di Lucera, uno scavo di emergenza all'interno della diga sul torrente Celone costruita dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata. Il sito archeologico, prima del tutto sconosciuto, è stato scoperto casualmente quando i lavori della diga erano in fase di ultimazione. Nel corso di tre anni la Soprintendenza Archeologica della Puglia e il Dipartimento di Studi classici e cristiani dell'Università di Bari hanno effettuato scavi archeologici e attività di restauro e distacco dei mosaici, tra mille difficoltà determinate in particolare dai ristrettissimi tempi a disposizione prima del collaudo della diga e dalle esigue risorse finanziarie disponibili.
L'area archeologica, in parte distrutta dai mezzi meccanici è ampia circa m2 12.000; le ricerche hanno riguardato una superficie di circa m2 3.500 e hanno portato alla luce un imponente insediamento rurale di età romana etardoantica (dal I secolo a.C. al VII secolo d.C.). il sito era posto nel Tavoliere nei pressi del corso del Celone, lungo un'antica strada, a poca distanza da Luceria (Lucera),Aecae (l'attuale Troia) e Arpi (nei pressi di Foggia).
Il primo insediamento di San Giusto risale al I secolo a.C. ed è relativo ad una fattoria di coloni, la cui presenza è testimoniata da una stele funeraria menzionante alcuni componenti della famiglia degli Annii, proprietari del fondo. Tra I e Il secolo d.C. alla fattoria si sostituì una grande villa, dotata di ambienti residenziali con pregevoli mosaici e di notevoli impianti per la produzione del vino (torchi, vasche per la fermentazione del mosto, contenitori infossati per la conservazione del vino, ecc.). La villa ebbe un considerevole sviluppo in età tardoantica, tra IV e VI secolo.

Intorno alla metà del V secolo, fu costruito il primo nucleo di un complesso paleocristiano, costituito da una chiesa a tre navate, con mosaici policromi a decorazione geometrica, colonne di granito, capitelli e rivestimenti di marmo, e da un battistero a pianta circolare. Alla fine del V secolo, accanto alla prima chiesa fu realizzato un secondo edificio sacro, che ebbe una specifica funzione cimiteriale. A San Giusto quindi si venne a creare una "basilica doppia", cioè un tipo di complesso cultuale ben noto in Italia settentrionale, in Istria e in Dalmazia, oltre che in Europa occidentale, nel Mediterraneo orientale e in Africa settentrionale, ma assai raro in Italia centro-meridionale e finora unico in Puglia. Ciò che può destare stupore è l'ubicazione in un insediamento rurale di questo monumentale complesso paleocristiano, che sembra più tipico dell'ambiente urbano: in realtà questi edifici dì culto e la vicina villa confermano la grande vitalità delle campagne pugliesi in età tardoantica, un periodo tradizionalmente considerato di decadenza. I confronti più significativi sono possibili con monumenti paleocristiani dell'area adriatica, in particolare i complessi episcopali di Salona in Dalmazia e di Aquilea, e le chiese di Nesazio in Istria.

La basilica doppia non durò a lungo perché intorno alla metà del VI secolo, a causa di un incendio, la prima chiesa (A), non più ricostruita, fu abbandonata; la seconda chiesa (B) pertanto assommò alle funzioni cimiteriali anche quelle cultuali.La vita dell'edificio di culto proseguì, anche se con un declino progressivo, fino all'abbandono, che riguardò tutto l'insediamento, nel corso del VII secolo.

Questo monumentale complesso paleocristiano potrebbe essere messo in connessione con le notizie relative alla esistenza di una sede episcopale rurale nella zona di cui è noto un vescovo, Probus episcopus Carmeianansis, che partecipò ai concili indetti a Roma nei primi anni del VI secolo. Questa notizia è da affiancare a quella relativa alla diffusione in questo stesso territorio delle proprietà dell'imperatore, poiché è nota la presenza di uffici per l'amministrazione dei latifondi imperiali gestiti da uno specifico funzionario (procurator saltus Carminianensis) - San Giusto offre pertanto la rara occasione di ripercorrere le trasformazioni del paesaggio agrario in età romana e tardoantica e di conoscere un importante esempio di edificio di culto cristiano nelle campagne della Puglia settentrionale.

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