×

Attenzione

Errore nel caricamento del componente: com_tags, Componente non trovato

Lucera non c'è strada che non riservi curiosità all'attento visitatore: palazzi dalle facciate luminose e dagli amplissimi ambienti, piccoli monumenti di cultura e di buon gusto, ma anche angoli caratteristici, documenti di costume e insieme di civiltà.
Le case basse della Lucera minore, fatta di strade strette, mal per corribili, un tempo abitate da uno sciame di persone operose e ora troppo spesso in opprimente abbandono, sono segni di una vita intensamente vissuta dalla nostra gente.
E nel nostro itinerario, che tralascia i monumenti illustri già ricordati, si scoprono alcune inaspettate meraviglie.
E inizieremo il nostro cammino dalla strada Grande, oggi corso Garibaldi, che passando attraverso l'arco ogivale di Porta Foggia mena di ritta verso il centro. E' una strada abbellita da palazzi signorili; alcuni, come quello dei Lombardi dal ricco portale settecentesco, hanno in sè elementi artistici di grande valore. Verso il centro della strada è il palazzo di città, il palazzo Mozzagrugno, dignitosissimo esempio di arte neoclassica, opera dell'architetto Filippo Gifuni (1832).
Allegato al palazzo è il teatro Garibaldi, che all'epoca della sua erezione (1835) si intitolò a Maria Teresa Isabella. E' uno stupendo e quanto mai raro esempio di arte decorativa: il fasto degli stucchi, la grazia delle decorazioni tra lo sfavillio dell'oro zecchino, la cerula visione del plafond, decorato in epoca più recente, la bellezza del sipario dipinto e ispirato ai fasti dell'antica Luceria ne fanno un'opera degna di grande attenzione. Il teatro fu luogo di moti patriottici: nel '48 in occasione della rappresentazione de « I lombardi alla prima Crociata » di Verdi si svolsero accese manifestazioni di patriottismo (lo ricorda il De Cesare nella Fine di un regno). In esso furono date alle scene tutte le più note opere teatrali e musicali: si ha ancora memoria di una celebrata rappresentazione della Fedra di Umberto Bozzini, drammaturgo lucerino. Il teatro è stato completamente restarauto e riaperto al pubblico.

Palazzo Ramamondi Palazzo Bonghi Palazzo Scassa


Il palazzo di città nell'altra ala dell'edificio ospita una delle più nobili istituzioni di Lucera, la Biblioteca Civica intitolata a Ruggero Bonghi, per aprirsi poi in un giardino che s'affaccia verso la terra ferace del Tavoliere e più lontano verso i monti avvolti di azzurro del Subappennino. A guardia del Palazzo è un possente leone di pietra resto di un monumento funebre dedicato a Marco Aurelio, in atteggiamento di vigile riposo. E continuando nel nostro giro ci immettiamo in una serie di strade contorte in un gioco di labirinti e di meandri oscuri. Sono le « Via alle Mura », la piccola casbah di Lucera, dove abitavano alloggiati in stanze strette un gran numero di persone. Esse hanno costituito molto della realtà sociale di Lucera dagli inizi di questo secolo e fino alle forti correnti emigratorie verso il nord d'Italia e verso l'estero: sono state un autentico serbatoio di manodopera, di lavoratori che hanno vissuto la poco riuscita industrializzazione della città: un quartiere singolare quindi, spaccato di una realtà sociale comune a molti paesi del Mezzo giorno.

Palazzo Mosca Palazzo Bruno Palazzo Petrilli


Simili strade e quartieri furono abitati da queste masse di cittadini, sfruttati nel lavoro bracciantile o sottoccupati in attività similindustriali. Queste strade a ridosso delle vie principali della città costituivano il tessuto connettivo del paese. E la sensazione di una città operosa si ha proprio in quello che resta il centro commerciale di Lucera, il centro degli scambi, delle piccole e grandi operazioni finanziarie, delle vendite mediate: una strada che si dirada in piazzetta e detta in antico dei Mercanti. In questa piazzetta era il pozzo dell'Imperatore, che collegato al castello per un passaggio sotterraneo fu il catalizzatore di incontri, finchè per esigenze edilizie non venne distrutto. Adiacente sono le vie e la piazza adibite quotidianamente a mercato. Qui si possono ammirare alcuni nobili e importanti edifici: il palazzo Bonghi dai vasti portali di pietra lavorata, riecheggianti quelli più delicati del Palazzo vescovile, e il palazzo Campana dalle eleganti linee settecentesche. Più su è il palazzo del Collegio, il vecchio convento dei Celestini, con ariosi chiostri, di cui uno di contenutissima grazia barocca; l'edificio ampiamente rimaneggiato nel secolo scorso ha una severa facciata di stile neoclassico.
In via San Domenico ricordiamo il vecchio Ospedale di Lucera, uno dei più antichi d'Italia, quello di Santa Maria delle Camarelle, più tardi detto di Santa Maria delle Grazie. Fondato nel 1323 dal Vescovo Agostino Casotti venne affidato alle cure di una pia confraternita, che aveva pure il compito della cura domiciliare dei malati poveri e della sepoltura dei morti. E' probabile che questo Ospedale assorbisse quello più antico di S. Antonio Abate retto dai cavalieri Teutonici.
L'Ospedale è stato in seguito trasferito per esigenze di servizio in un edificio più idoneo e moderno. Attiguo è il vecchio convento domenicano ora caserma dei Carabinieri, anch'esso molto ampio anche se del primitivo edificio restano solo la struttura portante essendo stato ampiamente rimaneggiato. La strada conduce alla Piazza San Francesco, dominata dalla Chiesa gotica dedicata al santo, ma anche dall'imponenza del Palazzo di Giustizia costruito su progetto di Francesco Vito con materiale saccheggiato come per altri edifici coevi dal Castello svevo.

Palazzo De Troia Palazzo Pellegrini Palazzo Lombardi


Più giù la piazza di Santa Maria del Carmine si distingue per la sua elegante asimmetria e per la signorilità dei palazzi che vi si affacciano. Notevole è il palazzo Valletta, oggi Carnevale, con un severo portale e un elegante interno: un edificio completamente rifatto nel 1700 su uno più antico che ricordava nell'aspetto un castello medioevale e che fu l'ultima dimora a Lucera - secondo un'accreditata tradizione - di Elena d'Epiro, la sfortunata moglie di Manfredi, in fuga dopo la morte del marito a Benevento. Degno di ricordo è poi il palazzo Zunica edificio seicentesco sede della nobile famiglia spagnola nella stretta via omonima, una delle vie caratteristiche di Lucera dalle casette basse e interrotta da luminosi spiazzi. Gli è vicino quella dei Nocelli dal superbo portale e dall'interessante androne che si apre su piazza San Leonardo, per un lato occupata dall'orfanotrofio Pellegrini e dalla chiesa di San Leonardo. Scendendo verso la periferia incontriamo ancora splendidi palazzi come quello della famiglia Bruno ( nel '500 residenza del vicerè Angelo G. Bruno Alimena) dal singolare portale con fregi ed epigrafe dedicatoria. Gli è vicino una Casetta cinquecentesca merlata che in quella sua singolare foggia riesce ad evocare in chi la guarda insoliti ricordi storici. La vicina piazza San Giacomo sistemata agli inizi del novecento, è dominata da un vasto palazzo di stile neoclassico, Curato, non privo di una certa suggestione, che è invece forte in chi ammiri palazzo Ramamondi che a lui di fronte, per secoli fu sede del governatore della provincia fino alla soppressione murattiana. Ultimo preside della provincia di Capitanata e del Contado del Molise fu Giuseppe Poerio, grande patriota e padre di patrioti.

Palazzo Cavalli Palazzo Ramamondi Palazzo Curato


Risalendo via via attraverso strette strade verso il luogo della nostra partenza passiamo attraverso la piazza dei Lecce che ospita al suo centro un famoso pozzo, ormai in disuso, che è di uno strano effetto giacchè sembra parte di un paesaggio irreale.
Le strade lunghe e stretta, medievali, saracene, angioine, settecentesche, le ariosi piazze, dominate dagli imponenti e artistici prospetti delle chiese gotiche, barocche, neoclassiche, confluiscono quasi tutte nell'ampia piazza del Duomo, interessante oltre che per la sontuosa Cattedrale trecentesca, per i palazzi che vi si affacciano: il Palazzo Vescovile di squisita fattura barocca, opera del Brunelli che nella caratteristica movimentata facciata, nel cortile interno spazioso e delicato con logge e scalinate a ferro di cavallo e piccoli campanili laterali, riecheggia le opere architettoniche del migliore barocco romano; il palazzo Cavalli dallo stile noeclassico; vi è il palazzo Lombardi dalla struttura barocca contenuta ed elegante che domina con la sua mole una piccolissima strada di raccordo, notissima e cara a tutti gli abitanti: Ciacianella. Ma il nostro giro potrebbe continuare ancora. Altri palazzi di vari secoli sono sparsi per la città e ogni casa a ben guardarla sembra celare qualche segreto. Ogni tanto riaffiora dalla crosta dell'intonaco un epigrafe romana, un fregio bizantino, un leoncino svevo, un capitello romanico. E così all'angolo delle vie infisso nel muro qualche volto ci sorride beffardo o ironico con lo stesso sguardo con cui guardò mille e mille altre persone. Questa sorta di sincretismo di stili, di architetture, di monumenti raccolti con notevole elevazione di cultura, senza nulla distruggere, fu spesso una caratteristica dei noti e ignoti architetti e costruttori lucerini.
Tra i quartieri moderni ricordiamo quello di Porta Croce che fu delineato nella sua topografia ordinata agli inizi di questo secolo; è quindi piuttosto moderno e funzionale con strade diritte e discrete palazzine, appena interrotto nella sua uniformità dalla moderna sede di un poliambulatorio sanitario. Non egualmente eleganti e ordinati sono gli altri quartieri moderni della città costruiti piuttosto caoticamente nel boom edilizio degli anni cinquanta e sessanta e comunque privi di una qualsiasi originalità e signorilità. Fanno eccezione le vie nei pressi dell'Ospedale civico, piuttosto ampie ed ordinate e con qualche isola di verde attorno agli edifici. Isole di verde non è raro incontrare nella città vecchia, ordinate e graziose, nella piazza San Francesco, lungo la via San Domenico, in piazza del Carmine, in piazza San Giacomo.
Ma il giardino più ampio e più celebrato è quello del Belvedere o del Salvatore cui ci si arriva attraverso la diritta via Federico II. E' un esempio notevole di giardino all'italiana sia per le sue dimensioni che per la dislocazione paesaggistica. Luogo abituale di passeggio e di incontri sfrutta ampiamente la sua localizzazione all'estremo della città dove l'occhio può spaziare su una sconfinata pianura limitata appena dai monti, la sera illuminati dalle luci dei borghi e il mattino dal sole e dal cielo sereno. In questa posizione così invidiabile non raggiungibile dal chiasso, non assediata dal cemento e dall'asfalto, la villa comunale di Lucera è un'insospettata oasi di silenziosa e serena bellezza.

Info sul sito

Questo sito nasce con l'intento di mostrare e far conoscere i monumenti, la storia e i personaggi di Lucera.

CENTRO INFORMAZIONE TURISTICA

Punto informazione e distribuzione materiale turistico
Piazza Nocelli, 6 
Numero Verde 800/767606

Login

.

Vai all'inizio della pagina