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Anfiteatro
Il superbo anfiteatro è una delle poche testimonianze rimaste dell'antica e potente Luceriae romana. Fu fatto costruire, com'è riportato sull'epitafio inciso su una dei portali, dal diunviro e tribuno militare Marco Vecilio Campo, a sue spese e su un suo terreno in onore dell'imperatore Ottaviano Augusto, in occasione della concessione a questi, del titolo di Augusto.Per comprendere questo atto, dobbiamo ricordare i privilegi concessi dall'imperatore alla città: una propria magistatura, una propria moneta, un proprio fisco e fu anche ricompresa fra le 28 colonie degne del suo testamento.

L'anfiteatro si trova in una vasta depressione naturale del terreno, gia usata in epoche precedenti come cimitero, che doveva essere una zona centrale dell'antica città, ricca di templi, circhi, terme e di un imponente foro. Questo grandioso luogo di svago di forma elittica, la cui arena è situata a 9 metri sotto il piano della campagna, misura 131,20 m. in lunghezza e 99,20 m. in larghezza ed era adibito a spettacoli ginnici, lotte tra gladiatori, lotte tra fiere e finte battaglie navali (naumachie).
Con l'avvento del cristianesimo a l'abolizione degli spettacoli cruenti, l'edificio decadde fino alla distruzione completa subita, come tutta la città ad opera di Costante II. I suoi resti furono utilizzati come materiale da costruzione, principalmente per la costruzione del Palatium di Federico II ma non solo.
I lavori per riportarlo alla luce iniziati nel 1932 in seguito ad una felice intuizione del prof. Quintino Quagliati, proseguiti successivamente sotto la guida del prof. Renato Bartoccini, Sovraintendente ai Monumenti di Puglia e Lucania, conclusi nel 1945 sotto la direzione dell'arch. Franco Schettini, lo hanno ricostruito così come lo possiamo ammirare oggi.

Sull'asse maggiore sorgono due imponenti portali con colonne in stile eolico che reggono i poderosi architravi e frontoni triangolari, ove si osservano timpani e cornici ornati, con sobria eleganza, di figurazioni simboliche: scudi, lance, aquile, sfingi, serpenti ecc. ecc. Altri due ingressi minori si aprivano sull'asse trasversale a quello maggiore.

Al termine delle scalinate si trovano gli spoliaria dove sono ben visibili tratti di opus reticulatum. Lungo il piano dell'arena, delimitati da un canale di dipluvio, si trovano i carceres, gli angusti locali dove erano tenute le fiere. Adiacente all'edificio si possono notare i resti di alcuni edifici: palestre, infermerie e anche un piccolo cimitero dove i gladiatori caduti erano sepolti.

Portale Nord
Portale Sud
Scalinata

Veduta
Opus reticulatum
Scalinata

Veduta
Perimetro
Architrave portale Sud

Architrave portale Nord
Particolare
Particolare

Locali adiacenti Anfiteatro
Scalinata Sud

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