La Vergine angioina

I pochi cristiani rimasti riuscirono a tramandare la devozione alla Vergine, fino all'arrivo dei d'Angiò. Carlo II d'Angiò, uomo molto devoto, nell'anno del 1º Giubileo della storia, 1300, cedette alle insistenze di papa Bonifacio VIII e organizzò la "Crociata Angioina": Luceria, dopo un lungo e astuto assedio condotto da Giovanni Pipino da Barletta, venne distrutta tra il 15 e il 25 agosto 1300; la tradizione vuole che la Vergine Maria sia scesa in campo a favore dei d'Angiò, osteggiando le truppe saracene con immensi sciami di moscerini, portando la vittoria giusto nel giorno dell'Assunzione della Vergine al Cielo. Le mura e le mosche furono abbattute e molti abitanti musulmani massacrati o venduti come schiavi. La statua della Vergine, nascosta per anni in un tempietto di legno, tornò alla luce e portata in processione nella festosa piazza centrale della città. Da quel fatidico giorno però le sue tracce si persero per sempre.

Luceria, in pochissimo tempo, fu ripopolata di cristiani e fu rinominata "Civitas Sanctae Mariae" (città di Santa Maria). Al posto della Moschea principale, demolita, venne costruita, sotto la guida di Pierre d'Angicurt, la Cattedrale dell'Assunta, una maestoso esempio di stile gotico prettamente angioino, con richiami all'antico romanico. Nel 1301, Carlo II d'Angiò fece giungere in città una nuova statua della Vergine, detta Santa Maria della Vittoria, alla quale donò simbolicamente le chiavi della città nel 1304, istituendo la festa in suo onore, da celebrarsi ogni anno con la massima partecipazione del popolo e alla quale sua moglie Maria d'Ungheria offrì una grande collana d'oro. La statua fu collocata nella Cattedrale e da allora invocata come Santa Maria Patrona di Lucera. Anche lo stemma della città venne modificato da Carlo II d'Angiò che volle inserire se stesso qual leone passante, tenente nella branca anteriore destra una banderuola con l'effigie della Vergine Patrona.

Per riportare la cristianità nella città, Roberto d'Angiò fece giungere da Avignone (il papato in quegli anni non era a Roma) a Santa Maria il vescovo croato domenicano Agostino Kazotic che in un solo anno riuscì a convertire il popolo lucerino. Nel 1323 però venne ferito da un saraceno e a seguito delle ferite riportate morì il 3 agosto dello stesso anno. Secolo dopo fu elevato agli onori degli altari; ad oggi è Beato.

In quegli anni, arrivarono a Santa Maria, altre tre icone della Vergine Maria, simili a quella della Patrona, che oggi sono collocate nelle più importanti parrocchie della città:

  • Santa Maria della Vittoria, nella parrocchia di San Giacomo Maggiore Apostolo;
  • Santa Maria della Misericordia, nella parrocchia di San Giovanni Battista;
  • Santa Maria della Libera, nella parrocchia di San Matteo Apostolo al Carmine.

A queste si aggiunge una quarta icona della Vergine, di più recente ritrovamento, conservata nel Museo di Archeologia Urbana di Lucera.

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