Le origini del culto

Prima dell'anno 60 d.C. l'apostolo Pietro, di passaggio per Luceria, città romana, fondò una delle prime comunità cristiane italiane. Dopo aver convertito un gran numero di lucerini, battezzandoli nelle acque de fiume Vulgano, pose a capo della nascente diocesi di Luceria, il lucerino Basso, primo vescovo della città. Basso, uomo pieno di zelo, fu martire cristiano sotto l'imperatore Traiano (112 circa). Dopo anni di sede vacante, nel 251 papa Cornelio I mandò a Lucera Pardo. Uomo pio e devoto, consacrò la città al cristianesimo, riuscendo ad edificare la prima Cattedrale della città nell'attuale Piazza San Giacomo, dedicandola a “Santa Maria”, al cui interno fece seppellire il corpo di Basso. Fu così che a Luceria si registrò l'inizio della devozione alla Madre di Gesù; difatti Pardo fece edificare anche una piccola cappella in onore di Santa Maria della Spiga, sui resti di un tempio romano, nella zona nord della città. Dopo 13 anni di episcopato, Pardo si spense 17 ottobre 264 e venne sepolto nella Cattedrale, accanto a Basso. A seguito della distruzione bizantina del 663 d.C., Luceria, la vecchia chiesa fu saccheggiata e i corpi dei santi vescovi furono trafugati. San Basso giunse a Termoli mentre San Pardo trovò sacra dimora in Larino.

Nel 743 d.C., sulle rovine della città arrivò il vescovo Marco II. Il patriarca partecipò al Concilio di Roma del 22 marzo 744, chiedendo a papa Zaccaria aiuti e preghiere per il popolo lucerino. Al suo ritorno a Luceria, portò con sé i monaci Benedettini e una statua della Vergine Maria. La Cattedrale, semi distrutta, fu restaurata e in un altare fu collocata la statua della Vergine, che da quel giorno venne invocata come protettrice della città.

Nel IX secolo la Cattedrale di Santa Maria possedeva anche un bosco detto di Santa Maria di Lucera.

Nel 1182 la Santa Sede autorizzò la costruzione a Lucera della seconda cappella e di un monastero dedicati a Santa Maria, sempre nel rione San Giacomo, e affidata sempre ai padri Benedettini.

La venerazione dell'icona bizantina continuò fino all'avvento di Federico II e dei suoi seguaci, i saraceni. Nel 1223, difatti, l'Imperatore deportò a Lucera numerosi musulmani, lasciandoli liberi di professare la propria religione islamica. Il colpo fu duro per la cristianità locale, che vide improvvisamente scomparire tutto quello che aveva costruito nei secoli. Anche le chiese furono distrutte e al loro posto costruire numerose moschee. La città fu detta "Luceria Saracenorum". I dodici cristiani rimasti in città assieme al vescovo, subivano le molestie dei saraceni e temevano per la venerata statua della Vergine Maria. Fu così che, per paura di eventuali saccheggi, nascosero in un posto sicuro, detto “Tribuna”, l'icona della protettrice. Si pensa in un pozzo o in un sotterraneo fuori le mura della città.

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