27Marzo

Castellum Acquae

Nel sottosuolo della Piana dei Puledri, area prospiciente la Fortezza angioina, a una dozzina di metri nel sottosuolo sta sepolto un gigantesco impianto d'epoca romana, è il Castellum Acquae, il grande serbatoio idrico dell'acquedotto romano augusteo che catturava l'acqua potabile alle sorgenti del sub appennino dauno, e con condotte sotterranee trasportava l'acqua al grande serbatoio situato sulla collina albana, un impianto costituito da nove navate intercomunicanti che caricavano una quantità d'acqua di vari milioni di litri.

Il Castellum ha un'ampiezza di circa 75 metri per 70, ed è uno dei più grandi serbatoi romani conosciuti, ..ma sconosciuto alla Sovrintendenza e ai lucerini.

AUGUSTO lo fece costruire all'indomani della deduzione di LVCERIA in Colonia di diritto latino, e nella quale aveva trasmesso i veterani di quattro legioni fra le più fedeli alla sua persona….circa 20.000 uomini con armi, bagagli, e famiglie, città che si arricchì di strade, fogne, templi, terme, Circo, Teatri e d Anfiteatro, e quartieri chiamate insule per le abitazioni di questi nuovi abitanti.

Per vincere i 60 metri circa di dislivello dal fondo alla sommità del Monte Albano è possibile che l'ultimo tratto di acquedotto fosse di superficie, ma la devastazione dell'area interessata per secoli come cava di argilla non ha lasciato tracce evidenti.

Nel 1855 il Castellum venne indagato, a sue spese, dall'ingegnere idraulico napoletano Abate.

Questi, conoscitore delle tecniche costruttive degli acquedotti romani e a conoscenza della secolare sete d'acqua potabile che affliggeva LUCERA dal periodo della decadenza seguita alla caduta dell'Impero romano, venne a proporre all'amministrazione comunale il ripristino dove possibile dell'antico acquedotto romano di LVCERA, ne indagò le condotte, studiò ed ispezionò le navate sepolte nel sottosuolo, e dedusse che era possibile riattivarlo.

L'amministrazione comunale non volle accollarsi l'onere della spesa necessaria, però girò negli anni 70' del 1800 il progetto a Ruggiero Bonghi, che lo stracciò perché aveva già in mente di far bere l'acqua prelevata dal Serino, trasportandola a LUCERA su carri ferroviari e dalla stazione di Lucera farla arrivare, con le carrate, ai tre spacci per la vendita che vennero predisposti in tre punti di LUCERA a partire dal 1890.

Fonte: Facebook Francesco Elio Cetola

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