22Dicembre

Una cospicua opera di restauro nel Duomo Angioino di Lucera – articolo del Giornale d’Italia, 20 agosto 1939

Il restauro de­gli affreschi delle due cappelle del Duomo - Gallucci e Gagliar­di - restauro del quale già scri­vemmo nel numero del 12 luglio, è stato felicemente condotto a termine, in questi giorni, dai valorosi artefici Esterino Bequadro ed Enrico Vivio della R. Soprintendenza di Aquila, quest'ultimo già favorevolmente noto alla cit­tadinanza lucerina per l'altro re­stauro del gruppo ligneo della Madonna col Bambino, opera della prima metà. del Trecento tra le più significative del nostro maggior tempio.

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22Dicembre

Origine, vita e distruzione della colonia saracena di Lucera

di Tonino Del Duca

di Tonino Del Duca
Insurrezioni dei Saraceni in Sicilia e loro trasferimento a Lucera
Gli Arabi della Sicilia vengono sottomessi dai Normanni tra il 1060 e il 1091. Allʹinizio del governo di Federico II, approfittando della piccola età del Re, i Saraceni si alleano con Marquando di Anweiler, nonostante le promesse, le esortazioni e le minacce del papa Innocenzo III, tutore del Re. Lʹesercito regio‐ papale sconfigge i rivoltosi tra Palermo e Monreale, ma non frena lʹinsurrezione che divampa in tutta la Sicilia. Sotto la guida di Ben‐Abed i Saraceni si arroccano sui monti in rifugi inespugnabili. Ma non appena è in grado di assumere la direzione dellʹimpero, Federico II conduce una vigorosa campagna contro i ribelli.

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18Febbraio

Una breve storia ferroviaria di Lucera

Sin dall’antichità Lucera ha rappresentato la porta d’ingresso per la Puglia per qualsiasi viaggiatore che, dal litorale tirrenico, volesse raggiungere il mare Adriatico per poi recarsi ad Oriente tramite i porti di Siponto e Brindisi.

Ne sanno qualcosa i Romani già nel 322 a.C., che proprio per venire in soccorso agli alleati lucerini assediati dai Sanniti, incapparono in una delle più umilianti sconfitte della propria storia: la battaglia delle Forche Caudine. Per raggiungere da Roma la cittadina dauna, infatti, i consoli romani potevano scegliere tra due alternative: attraversare l’Appennino più a Nord e poi costeggiare la riviera adriatica verso Sud, strada meno tortuosa e più sicura ma molto più lunga, oppure avventurarsi attraverso le strettoie del Nord del Sannio.

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07Gennaio

Tracce della Luceria romana in via Montesanto?

Per alcuni comincia ad avere i contorni  di una  sorta di piccolo giallo. A distanza ormai di oltre un mese da quando  sono stati occasionalmente scoperti infatti prosegue il riserbo sui  resti di un’antica abitazione rinvenuti in via Montesanto nell’area destinata ad ospitare il mercato settimanale. Sul posto lo scorso maggio è giunta già un’equipedi archeologici ma nulla è trapelato, almeno in modo ufficiale.

Non si sa quindi se i resti, sepolti dall’acqua la scorsa settimana ma poi riemersi, siano risalenti all’età romana, a quella medioevale oppure ad un’epoca ancora più vicina. In attesa di sapere qualcosa a montare però è l’interesse per questa nuova, l’ennesima, scoperta archeologica.

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06Settembre

Dalla Luceria Saracenorum alla Civitas Sanctae Mariae: il ruolo dei domenicani

Dalla Luceria Saracenorum alla Civitas Sanctae Mariae: il ruolo dei domenicani
Un aspetto di rilievo nella storia di Lucera è la presenza domenicana nella città durante il periodo svevo e soprattutto dopo la depopulatio della colonia musulmana.
 
Nel 1233, il Papa chiese formalmente a Federico II di far entrare i Frati Predicatori a Lucera per evangelizzare i Saraceni. Nel 1245, a seguito della scomunica lanciata da Innocenzo IV da Lione, i frati furono scacciati dalla città per aver reso pubblica la sentenza papale.
L’Ordine, comunque, riuscì a diffondersi in maniera capillare in tutta la Puglia durante il XIII e il XIV secolo. Ma guardiamo con attenzione agli avvenimenti di Lucera. Carlo II, divenuto re, appoggia i Domenicani e nel 1290 approva un’ulteriore entrata in città di altri frati, i quali riferiranno che la Lucera musulmana non era altro che un covo di eretici provenienti da ogni landa. Siamo nel 1300, l’anno del primo Giubileo istituito da Papa Bonifacio VIII. Carlo II dà ordine a Pipino di Barletta di entrare a Lucera e di porre fine all’esistenza della colonia musulmana. Così, dal 15 al 25 Agosto del 1300, la città viene spopolata e i suoi abitanti venduti come schiavi nei maggiori mercati del Regno. Fortunatamente non ci fu un eccidio di massa, come molti storici hanno pensato durante i secoli, bensì fu anche data la possibilità, a chi avesse voluto, di convertirsi al cristianesimo e di vivere da uomo libero.

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22Dicembre

LUCERA: una città Saracena nell'Italia meridionale

Articolo di Marco Dubini

Negli anni che vanno da 1224 al 1300, in Puglia, a pochi chilometri da Foggia, la città di Lucera, posta su un colle alto circa 240m., fu abitata esclusivamente da saraceni, colà deportati dalla Sicilia dall'Imperatore Federico II di Svevia (1194-1250). Lo scopo di questa operazione era quello di pacificare l'isola e di impedire le continue rivolte dei musulmani che vi abitavano da centinaia di anni. Si può stimare che siano stati trasferiti, non certo in un sol colpo, tra le quindicimila e le ventimila persone. Cacciati il vescovo e i pochi cristiani, Lucera divenne tutta saracena. Federico preferì non intromettersi nell'amministrazione della città , pur pretendendo il pagamento di un "testatico" (tassa individuale). I suoi nuovi abitanti ebbero la facoltà di conservare la loro religione e di vivere secondo le loro usanze. Fu costruito un grande castello e un palazzo imponente nel quale, come hanno rilevato gli scavi, vi si doveva condurre una vita fastosa. I musulmani avevano un capo proprio, il caid, con propri organi di vigilanza, coi loro sheikh (anziani) e fakih, una sorta di esperti di diritto o giudici. Alla comunità islamica fu concesso di autogovernarsi secondo la legge coranica. Le loro moschee e i loro minareti si vedevano da lontano. Finchè regnarono gli Svevi, i saraceni non ebbero motivo di lagnarsi della tolleranza loro accordata.

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22Dicembre

Piazza Lecce un.....Pozzo.....di storia

Piazza Lecce è situata nei pressi di Porta Foggia a due passi dalla chiesa di S.Giovanni.

E' molto improbabile che il suo nome tragga origine dalla cittàsalentina, mentre si pensa che l'origine del nome, richiami una famiglia gentilizia, "de Lecce" o "di Lecce", che forse aveva il in questa piazza il suo palazzo.
A conferma di ciò c'è un'antica mappa di Lucera, di Gaetano Carrari, nelle cui didascalie si legge di un "Largo di Lecce"
A Lucera ci fu una famiglia con tale nome, che annoverò un giurista autore di uno studio sulle gabelle e un sacerdote, don Romualdo, autore di una cronologia dei vescovi di Lucera, conservata nella nostra biblioteca comunale.

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21Febbraio

L’entrata di Manfredi di Sicilia a Lucera nel novembre 1254

Vi proponiamo un passo molto interessante della cronaca Historia de rebus gestis Friderici II (ed. a cura di Francesco De Rosa, Cassino, 2007), coeva agli avvenimenti, in cui il Principe Manfredi di Sicilia, figlio di Federico II Imperatore, il 2 Novembre 1254 durante le dispute con il Pontefice Innocenzo IV decise di recarsi a Lucera, allora abitata dai saraceni, per rinforzare il proprio esercito e chiamare a raccolta i baroni ancora a lui fedeli. Nei passi della cronaca ci sono notizie sul palatium federiciano e su una porta della città che molti fanno risalire a porta Foggia. Buona lettura.

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09Agosto

Il mosaico della Medusa

Il mosaico della Medusa

Forse l'oraziano Quandoque bonus dormitat Homerus potrebbe rappresentare il conveniente commento per certa inesatta informazione che Guglielmo Bechi, esperto conoscitore di cose antiche ', forniva nel secolo scorso a proposito di un pavimento a mosaico.

Egli, difatti, nel secondo volume del Real Museo Borbonico apparso nel 1825 — fu collaboratore di questa imponente opera dal1824 al 1843 — riferendosi alla tavola XV, scriveva testualmente:

« Fra i molti mosaici che ci rimangono di Pompei, Stabia ed Ercolano, quello che in questa tavola pubblichiamo non è né il più raro per magistero, né' il più prezioso per la materia. Il fondo è di marmo, gli ornati sono di nero antico: e sono composti da vari marmi, imitanti assai bene la convenienza dei colori naturali, gli animali e la Gorgone in esso effigiati. Da Pompei ove fu trovato fu trasportato in questo Real Museo Borbonico ed ora è situato nel mezzo del pavimento della seconda stanza dei vasi etruschi ».

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07Gennaio

1976, il Cacc'e Mmitt di Lucera diventa Doc

Il 29 Marzo del 1976, la Gazzetta  Ufficiale pubblica il Decreto che rende il vino "Cacc'e Mmitt" di Lucera una produzione Doc.

La singolare  denominazione di questa Doc sottolinea il particolare metodo di  degustazione di questo vino, che va versato nel bicchiere, bevuto subito e poi versato nuovamente. Il Cacc'è Mmitte di Lucera Doc si produce in  alcuni comuni della provincia di Foggia, dove i vitigni sono coltivati  con particolare cura sin dal X secolo.

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