In questo blog vengono raccolti articoli diversi reperiti sul web o tratti da vecchi giornali.

Per ognuno di essi a fondo pagina è riportata la fonte.

31Dicembre

La Quarantana

La Quarantana

Bruciato l’emblema di Carnevale, un’antica tradizione vuole che si confezionasse la Vedova di Carnevale, con un viso da vecchietta, una veste nera e lunga fino alle caviglie e con un’arancia legata al sedere. Era questa la Quarantana, una pupa di pezza nera, vestita a lutto, il cui nome ricordava i quaranta giorni del tempo di Quaresima, il periodo compreso fra il mercoledì delle Ceneri e la domenica di Pasqua. Sospesa ad una corda o ad un filo di ferro teso tra due balconi o due finestre, durante la triste e magra Quaresima, la Quarantana rappresentava la coscienza critica di quel periodo di digiuno e di astinenza. 

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07Agosto

MIRACOLO DEL COLERA

TESTIMONIANZA DI DON LUIGI COCCIA AL PROCESSO CANONICO ISTITUITO A SEGUITO DEL PRODIGIO DI SANTA MARIA PATRONA (12-13 APRILE 1837)

Tra i 28 testi che deposero al processo canonico, istruito l'anno seguente, sui fatti mirabili accaduti in quel tragico anno 1837, abbiamo scelto uno stralcio della testimonianza del XII teste, il lucerino Don Luigi Coccia, di 44 anni, di professione "incettatore e misuratore", che interrogato sui fatti il 19 aprile 1838, disse: "Si era dato qualche caso di morte di cholera in questa città, e tutti concorrevano ad implorare l'intercessione di Maria Santissima, prostrandosi avanti la statua di S. Maria Padrona, che in quel tempo si teneva esposta pubblicamente sotto del suo trono, sito nel presbiterio dell'altar maggiore, prossimo ai marmi nel lato dell'Evangelo, e quasi a direzione della nave [sta per navata] grande. 

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27Marzo

Castellum Acquae

Castellum Acquae

Nel sottosuolo della Piana dei Puledri, area prospiciente la Fortezza angioina, a una dozzina di metri nel sottosuolo sta sepolto un gigantesco impianto d'epoca romana, è il Castellum Acquae, il grande serbatoio idrico dell'acquedotto romano augusteo che catturava l'acqua potabile alle sorgenti del sub appennino dauno, e con condotte sotterranee trasportava l'acqua al grande serbatoio situato sulla collina albana, un impianto costituito da nove navate intercomunicanti che caricavano una quantità d'acqua di vari milioni di litri.

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28Luglio

11 Luglio 1919, rivolta per il caroviveri a Lucera: 10 morti e 80 feriti

I retroscena dell’eccidio di Lucera divennero una sorta di “affaire” di stato. La vicenda assunse rilievo nazionale. Nella querelle che ne seguì intervennero il presidente del consiglio Nitti ed il suo predecessore, il lucerino Salandra

LUCERA, LA STRAGE DIMENTICATA

«In testa vi era la fanfara socialista. Ad essa seguirono dieci corone, portanti le fotografie delle dieci vittime della nostra fede. Sventolarono i vessilli delle diverse leghe e tra essi il gonfalone della camera del lavoro di Foggia, faceva seguito un interminabile fila di lavoratori, mesti, commossi, piangenti».

Così un cronista di Spartaco, periodico ufficiale della Federazione socialista di Capitanata, descrisse nel 1920 l’imponente manifestazione che commemorò l’eccidio di Lucera. Un anno prima, l’11 luglio del 1919, la città aveva vissuto la giornata forse più drammatica della sua storia. Per protesta contro il caroviveri, erano scoppiati dei moti di piazza che in tre giorni causarono gravissimi scontri tra i dimostranti e le forze dell’ordine: il tragico bilancio fu di dieci morti e di un’ottantina di feriti,  un’autentica emergenza per la Croce Verde e per il piccolo ospedale della città, che si rivelò insufficiente al bisogno, sebbene molti manifestanti, feriti in modo leggero, per evitare l’arresto, si fossero curati da soli.

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28Agosto

Resa della colonia saracena di Lucera

Il 27 Agosto del 1269 si ricorda la definitiva resa della colonia saracena di Lucera al dominio di Carlo I d'Angiò, che l'aveva assediata per oltre un anno impedendo che il nipote di Federico II, Corradino di Svevia, riuscisse a raggiungerla per congiungersi ai fidati musulmani. Gli Annali Genovesi (Annales Ianuenses) custoditi presso la Biblioteca Nazionale Francese a Parigi, riportano come giorno della resa proprio il 27 agosto, mentre i documenti della cancelleria vengono datati da "In obsidione Lucerie" (dall'assedio di Lucera) a "Lucerie" il giorno successivo. Carlo I qualche giorno dopo la conquista decise di costruire l'attuale fortezza che ancora oggi è visibile sul Colle Albano allo scopo di creare un nuovo complesso fortificato, autonomo e disgiunto dalla città musulmana ed abitato da cristiani. I musulmani superstiti servirono il Re angioino e così suo figlio, Carlo II che decise di estirpare la colonia nell'agosto del 1300, circa 30 anni dopo la resa.

"Cum autem in obsidione dicte civitatis stetisset per multos menses, et eos multum artasset, et predicti Sarraceni propter penuriam victualium et diversis generibus preliorum Gravari, di 27 Augusti anni presentis se cum civitate ipsorum dicto regi reddiderunt.
Capta vero dicta civitate Lucerie, idem rex foveas et munitiones dicte civitatis funditus destruxit, et castrum quod erat in ipsa civitate retinuit, ac illud suis munivit, christianos quos cepit in ipsa civitate cum Sarracenis maioribus pre timore ipsorum Sarracenorum qui actores fuerunt rebellationis ipsius civitatis gladio interemit"

Annales Ianuenses. 1269

Tratto da: Lucera, memoria e cultura

 

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