In questo blog vengono raccolti articoli diversi reperiti sul web o tratti da vecchi giornali.

Per ognuno di essi a fondo pagina è riportata la fonte.

11Gennaio

Norman Douglas scopre la Lucera Saracena

Innamorato del Sud Italia, il raffinato ed eccentrico scrittore inglese Norman Douglas (Tilquihillie 1868-Capri 1952) decise di fissare la sua dimora nell’isola di Capri. Aveva percorso in lungo e in largo quelle che erano state le regioni della Magna Grecia, dedicando loro alcuni libri famosi. A giudizio di molti critici, “Old Calabria”, resoconto di un viaggio in Puglia, Basilicata e Calabria avvenuto tra il 1907 e il 1911, oltre a essere un longseller, è il miglior libro che uno straniero abbia scritto sul nostro Sud. Fu tradotto in molte lingue, dopo la prima pubblicazione del 1915 a cura della casa editrice londinese Secker.

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06Settembre

Dalla Luceria Saracenorum alla Civitas Sanctae Mariae: il ruolo dei domenicani

Dalla Luceria Saracenorum alla Civitas Sanctae Mariae: il ruolo dei domenicani
Un aspetto di rilievo nella storia di Lucera è la presenza domenicana nella città durante il periodo svevo e soprattutto dopo la depopulatio della colonia musulmana.
 
Nel 1233, il Papa chiese formalmente a Federico II di far entrare i Frati Predicatori a Lucera per evangelizzare i Saraceni. Nel 1245, a seguito della scomunica lanciata da Innocenzo IV da Lione, i frati furono scacciati dalla città per aver reso pubblica la sentenza papale.
L’Ordine, comunque, riuscì a diffondersi in maniera capillare in tutta la Puglia durante il XIII e il XIV secolo. Ma guardiamo con attenzione agli avvenimenti di Lucera. Carlo II, divenuto re, appoggia i Domenicani e nel 1290 approva un’ulteriore entrata in città di altri frati, i quali riferiranno che la Lucera musulmana non era altro che un covo di eretici provenienti da ogni landa. Siamo nel 1300, l’anno del primo Giubileo istituito da Papa Bonifacio VIII. Carlo II dà ordine a Pipino di Barletta di entrare a Lucera e di porre fine all’esistenza della colonia musulmana. Così, dal 15 al 25 Agosto del 1300, la città viene spopolata e i suoi abitanti venduti come schiavi nei maggiori mercati del Regno. Fortunatamente non ci fu un eccidio di massa, come molti storici hanno pensato durante i secoli, bensì fu anche data la possibilità, a chi avesse voluto, di convertirsi al cristianesimo e di vivere da uomo libero.

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08Gennaio

Lucera nel 1813

Il Carrari ci fornisce una immagine di Lucera 150 anni dopo quella realizzata nel 1680 dall’Abate Giovan Battista Pacichelli.
Che differenza si nota tra le due rappresentazioni?

Pianta di Lucera nel 1813 del CARRARI 
Il Pacichelli ci trasmette l’immagine di una città medievale, circoscritta e quasi costretta all’interno della cinta muraria. Guardandola non è difficile immaginare i tempi che furono, le guerre e i lunghi assedi.
Sensazione amplificata dall’uso del chiaro scuro adottato dall’abate. 

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12Aprile

Il Carnevale nella tradizione lucerina

Agli inizi del secolo scorso il Carnevale di Lucera figurava tra i più importanti della provincia di Foggia. Veniva costituito un apposito Comitato per la programmazione e l’organizzazione delle numerose manifestazioni carnevalesche che coinvolgevano l’intera città.
L’inizio del Carnevale avveniva la prima domenica ed era annunciato alla cittadinanza con tre spari di mortaretti. Iniziava così la prima manifestazione carnevalesca con il saluto, gran mascherata del Comitato ed abbondante getto di fiori, confetti e coriandoli per le strade.

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29Dicembre

LA FESTA DELL’IMMACOLATA A LUCERA

Come la festività religiosa ha origini antiche, anche il rito dell’accensione dei falo’ ha origini pagane: “i fanoje” della sera del 7 dicembre.
Questo rituale, che creava un forte coinvolgimento collettivo, era legato al carattere purificatore del fuoco il quale, oltre a riscaldare la Madonna nel viaggio verso Betlemme e asciugare i panni del Bambin Gesù, aveva il significato esorcistico di allontanare le forze del male e proteggere contro i rigori dell’inverno sia le persone che la terra affinchè essa potesse mantenere intatta la sua fertilità.

A Lucera, la tradizione vedeva i vari rioni impegnati in una vera e propria gara per l’allestimento della “fanoja” più bella, imponente e suggestiva. 

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09Agosto

Il mosaico della Medusa

Il mosaico della Medusa

Forse l'oraziano Quandoque bonus dormitat Homerus potrebbe rappresentare il conveniente commento per certa inesatta informazione che Guglielmo Bechi, esperto conoscitore di cose antiche ', forniva nel secolo scorso a proposito di un pavimento a mosaico.

Egli, difatti, nel secondo volume del Real Museo Borbonico apparso nel 1825 — fu collaboratore di questa imponente opera dal1824 al 1843 — riferendosi alla tavola XV, scriveva testualmente:

« Fra i molti mosaici che ci rimangono di Pompei, Stabia ed Ercolano, quello che in questa tavola pubblichiamo non è né il più raro per magistero, né' il più prezioso per la materia. Il fondo è di marmo, gli ornati sono di nero antico: e sono composti da vari marmi, imitanti assai bene la convenienza dei colori naturali, gli animali e la Gorgone in esso effigiati. Da Pompei ove fu trovato fu trasportato in questo Real Museo Borbonico ed ora è situato nel mezzo del pavimento della seconda stanza dei vasi etruschi ».

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07Gennaio

Luce nel bosco: una possibile etimologia della parola “Lucera”

Si è discusso a lungo, ed ancora se ne discute, della possibile etimologia della parola “Lucera”. A tal proposito, si sono costituite due scuole  di pensiero: quella che fa discendere il significato del termine “Lucera” dalla parola “luce” e quella che la fa derivare da “bosco” o “bosco sacro”.  Queste due interpretazioni si sono a lungo  contrapposte ed, ancor oggi, tale disputa resta una vexata qaestio.È possibile, invece, ricondurre le due esegesi ad una comune radice  semantica, quella che mette, appunto, in relazione il bosco alla luce,  che, a volte, filtra in esso.

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08Gennaio

Lucera: storia dell’aeroporto da cui decollavano i B-17

Un sito internet anglo-francese www.forgottenairfields.com dedicato agli aeroporti dimenticati e abbandonati ricostruisce la storia dell’aeroporto di Lucera attivo durante l’ultimo conflitto
mondiale.
Il complesso sorgeva alle spalle dell’attuale sala ricevimenti “Vigna Nocelli”, lungo la SS17. Era la base aerea più importante di quelle situate a poca distanza da Lucera, un’altra di simile grandezza era posta in località Visciglito, sulla Lucera – San Severo.

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29Dicembre

’u júrne d’ì murte

’u júrne d’ì murte

In questi giorni siamo immersi nei centri commerciali, nei negozi, in televisione e sui giornali in pieno clima di una festa con un’usanza che non ci appartiene: La festa di “Halloween”.

Per i più giovani è un divertimento piacevole, quelli della mia età rimangono per lo più indifferenti, ritenendola una festa prettamente americana.

Noi lucerini siamo ancora legati a quel retaggio molto antico che è “ ’u júrne d’ì murte “, il 2 novembre.

Per noi la festa dei morti è un giorno non di lutto, ma una giornata magica della tradizione popolare in cui le nostre case si riempiono di sapori ed in cui è consuetudine far visita al cimitero, portando in dono fiori e crisantemi e accendendo i lumini alle tombe dei nostri cari, ormai defunti, che in precedenza erano state lustrate alla grande.

Residuo della dimensione ludica d’u júrne d’ì murte sono ‘a cavezette de l’àneme di murte e i cicce cutte.

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29Dicembre

I CALÈNNE DE SANDA LUCIJE

Le Calende di Santa Lucia, sono un metodo empirico dei vecchi contadini della zona di Lucera (e non solo) per fare le previsioni stagionali del tempo che farà, e, parlarne, senz’altro rappresenta un recupero della memoria e della nostra cultura popolare.

In effetti non c’è niente di scientifico, ma ancora oggi esiste l’antica convinzione che esso ha una certa attendibilità. pratica,una volta, i nostri contadini, osservando il cielo e scrutandone la variabilità durante il giorno, cominciavano a fare le cosiddette “Calènne” (Le calende di Santa Lucia), cioè un sistema induttivo per prevedevere le condizioni meteorologiche dei diversi mesi dell’anno successivo.

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