In questo blog vengono raccolti articoli diversi reperiti sul web o tratti da vecchi giornali.

Per ognuno di essi a fondo pagina è riportata la fonte.

21Febbraio

L’entrata di Manfredi di Sicilia a Lucera nel novembre 1254

Vi proponiamo un passo molto interessante della cronaca Historia de rebus gestis Friderici II (ed. a cura di Francesco De Rosa, Cassino, 2007), coeva agli avvenimenti, in cui il Principe Manfredi di Sicilia, figlio di Federico II Imperatore, il 2 Novembre 1254 durante le dispute con il Pontefice Innocenzo IV decise di recarsi a Lucera, allora abitata dai saraceni, per rinforzare il proprio esercito e chiamare a raccolta i baroni ancora a lui fedeli. Nei passi della cronaca ci sono notizie sul palatium federiciano e su una porta della città che molti fanno risalire a porta Foggia. Buona lettura.

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28Dicembre

Un curioso scambio d’identità: la tela del B. Kazotic è di S. Agostino d’Ippona!

Anche quest’anno, dal 31 luglio al 3 agosto, si è celebrato il triduo e la festa in onore del B. Agostino Kazotic, italianizzato in Casotti (Trogir, 1260 c.- Lucera, 1323), il grande vescovo domenicano di origini croate che resse prima la diocesi di Zagabria e poi quella di Lucera, tra il 1322 e il 1323, di cui è in corso il processo di canonizzazione. Per l’occasione è stato finalmente esposto al culto il busto ligneo con il capo in argento del beato, prezioso reliquiario che ne custodisce il teschio, realizzato nel 1563 e restaurato di recente. Mancava all’appello la tela settecentesca -attribuita sempre al Kazotic – custodita all’interno della sacrestia del Duomo angioino, per il cui restauro era stata organizzata, circa un anno fa, una meritoria raccolta fondi dalla delegazione del FAI di Foggia.

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08Gennaio

Il battistero del Duomo di Lucera: lo stemma di una nobile famiglia e l’identità del committente

Una delle più belle testimonianze dell’arte rinascimentale nella nostra città è il monumentale battistero del Duomo angioino che, dagli storici locali, è genericamente datato al  XV secolo. E’ sito nei pressi dell’ingresso alla navata sinistra, addossato alla parete, tra l’artistico ciborio quattrocentesco e l’accesso ad uno dei due ex porticati laterali esterni, i quali vennero poi inglobati nelle mura di quattro cappelle, a loro volta demolite nei discutibili lavori di restauro del 1878-1892.

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06Gennaio

U pertone a rutare

Il portone della rotara

Fino a qualche decennio fa, con questo nome si indicava quel cortile situato nell’attuale via Giovanni Amendola tra il numero civico 61 e il numero civico 93.
A Rutare, era la persona addetta a ricevere i bambini “Proietti, trovatelli, gettatelli.” Così venivano chiamati appunto i bambini abbandonati.

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20Febbraio

La memoria ritrovata: a Lucera tornano alla luce tre fiammelle che splendono sull'acqua

Sono tornati alla luce quasi per caso. Bellissimi, misteriosi. Forse destinati a scrivere una pagina nuova della storia dei rapporti tra Lucera e Foggia. Si tratta di due stemmi, raffiguranti tre fiammelle sull’acqua (simbolo, per chi non dovesse saperlo, della città di Foggia). Erano nascosti ai lati di uno degli altari della chiesa di San Leonardo a Lucera. Sono stati ritrovati durante i lavori di restauro del tempio, danneggiato dal terremoto del Molise e da allora chiuso al culto. La chiesa è un autentico gioiello d’arte, che possiede, tra l’altro, uno splendido e rarissimo altare di fattura rinascimentale.

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28Dicembre

Un arciere africano in un manoscritto del XIII secolo

I saraceni di Lucera furono una grande risorsa sia per gli Hohenstaufen sia per gli Angioini non solo sotto l’aspetto economico ma anche come fonte di combattenti a cavallo e a piedi, in particolare di arcieri e balestrieri. Si sono occupati di delinearne il profilo militare Egidi(1), Pieri(2), Taylor(3) e Amatuccio(4) analizzando nel concreto l’impiego in battaglia nonché l’equipaggiamento delle truppe della Luceria Saracenorum. I documenti che ci descrivono cosa portavano durante le campagne militari dentro e fuori il Regno di Sicilia non sono pochi. Il 3 Giugno 1282 re Carlo I ordina di consegnare a Riccardo, custode della regia camera di Lucera, 600 archi d’osso con turcassi e frecce. Il 23 Ottobre 1278 si parla di casse di quadrelli conservate a Lucera. Il 30 Aprile 1273 re Carlo ordina di acquistare 200 archi di corno per gli arcieri destinati a Brindisi. Il 18 agosto 1282 vi è l’ordine di comprare 400 archi o altrettante lance ferrate insieme alle roelles (rotelle) conservate nel castello di Lucera. Il 20 Gennaio 1274, si da ordine di costruire 100 rotelle secondo il disegno dato da Riccardo Saraceno. Inoltre ciascun saraceno doveva procurarsi per proprio conto iuppectum et gorgeriam de prepunto (giubba e collare imbottiti e trapuntati), cerbelleriam (cervelliera), ensem (spada) er cultellum ad punctam (pugnale a punta). Essi ricoprivano sia il ruolo di fanteria specializzata appiedata, sia quello di cavalleria, probabilmente leggera. Non erano solo bravi nell’utilizzo delle armi ma anche nella loro fabbricazione, infatti nei documenti della cancelleria angioina troviamo richiesta per armaturarii, balistarii, magistri balistarum et arcuum, helmerii, spatarii e costruttori di frecce.

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07Gennaio

Tracce della Luceria romana in via Montesanto?

Per alcuni comincia ad avere i contorni  di una  sorta di piccolo giallo. A distanza ormai di oltre un mese da quando  sono stati occasionalmente scoperti infatti prosegue il riserbo sui  resti di un’antica abitazione rinvenuti in via Montesanto nell’area destinata ad ospitare il mercato settimanale. Sul posto lo scorso maggio è giunta già un’equipedi archeologici ma nulla è trapelato, almeno in modo ufficiale.

Non si sa quindi se i resti, sepolti dall’acqua la scorsa settimana ma poi riemersi, siano risalenti all’età romana, a quella medioevale oppure ad un’epoca ancora più vicina. In attesa di sapere qualcosa a montare però è l’interesse per questa nuova, l’ennesima, scoperta archeologica.

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08Gennaio

La Chiesa di San Domenico: i domenicani, la committenza e i rapporti con la morte

La produzione artistica della chiesa di San Domenico, con i suoi rifacimenti eseguiti fra il XVII ed il XVIII secolo, rientra nel linguaggio del barocco napoletano. Esso rappresenta l’esito della naturale dipendenza della Puglia al Regno di Napoli sotto il dominio spagnolo, sancito dalla pace di Cateau-Cambresis del 1559. Tale pace portò lo spostamento della produzione artistica da Venezia verso Napoli: le botteghe napoletane raggiunsero così grande fama e vennero sommerse di commissioni affinchè la nobiltà, gli ecclesiastici e gli ordini religiosi della Puglia e di tutto il Regno potessero avere i prodotti all’ultima moda e di qualità.

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20Febbraio

La strada più stretta d’Europa si trova in Puglia

Con l’ampiezza di soli 45 centimetri, ‘Vico Ciacianella’ è una tra le strade più strette d’Italia e d’Europa.

E’ un vicolo strettissimo, situato nel centro storico di Lucera meglio conosciuto come ‘Stretta Ciacianella’ dai residenti della cittadina.

C’è chi dice sia frutto di un contenzioso tra vicini di casa,chi sostiene sia nata come via degli innamorati, chi come scappatoia e depistaggio dal nemico ai tempi bellici;

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07Gennaio

1976, il Cacc'e Mmitt di Lucera diventa Doc

Il 29 Marzo del 1976, la Gazzetta  Ufficiale pubblica il Decreto che rende il vino "Cacc'e Mmitt" di Lucera una produzione Doc.

La singolare  denominazione di questa Doc sottolinea il particolare metodo di  degustazione di questo vino, che va versato nel bicchiere, bevuto subito e poi versato nuovamente. Il Cacc'è Mmitte di Lucera Doc si produce in  alcuni comuni della provincia di Foggia, dove i vitigni sono coltivati  con particolare cura sin dal X secolo.

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