In questo blog vengono raccolti articoli diversi reperiti sul web o tratti da vecchi giornali.

Per ognuno di essi a fondo pagina è riportata la fonte.

18Febbraio

L’abate Pacichelli e la Lucera di fine ‘600

L’abate Pacichelli e la Lucera di fine ‘600

Giovan Battista Pacichelli nacque a Roma, verso il 1640, da una famiglia di origini pistoiesi distintasi per «fatti d’arme» e «benemerenze ecclesiastiche». Compiuti a Pisa gli studi giuridici, si laureò a Roma in Teologia, e nel 1672 ricevette da papa Clemente X l’incarico di Uditore Generale della Nunziatura Apostolica per la conferenza di pace di Colonia, ove si recò l’anno dopo. Da allora in poi realizzò una serie di viaggi in giro per l’Europa, di cui pubblicò dettagliate relazioni in forma epistolare.

Dopo alcuni brevi soggiorni, a Roma e a Parma, il Pacichelli si stabilì definitivamente a Napoli nel 1683, occupandosi dei suoi studi storici e della preparazione della sua opera più nota, pubblicata postuma dopo la sua morte a Roma nel 1695:

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20Febbraio

La memoria ritrovata: a Lucera tornano alla luce tre fiammelle che splendono sull'acqua

Sono tornati alla luce quasi per caso. Bellissimi, misteriosi. Forse destinati a scrivere una pagina nuova della storia dei rapporti tra Lucera e Foggia. Si tratta di due stemmi, raffiguranti tre fiammelle sull’acqua (simbolo, per chi non dovesse saperlo, della città di Foggia). Erano nascosti ai lati di uno degli altari della chiesa di San Leonardo a Lucera. Sono stati ritrovati durante i lavori di restauro del tempio, danneggiato dal terremoto del Molise e da allora chiuso al culto. La chiesa è un autentico gioiello d’arte, che possiede, tra l’altro, uno splendido e rarissimo altare di fattura rinascimentale.

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28Dicembre

Un arciere africano in un manoscritto del XIII secolo

I saraceni di Lucera furono una grande risorsa sia per gli Hohenstaufen sia per gli Angioini non solo sotto l’aspetto economico ma anche come fonte di combattenti a cavallo e a piedi, in particolare di arcieri e balestrieri. Si sono occupati di delinearne il profilo militare Egidi(1), Pieri(2), Taylor(3) e Amatuccio(4) analizzando nel concreto l’impiego in battaglia nonché l’equipaggiamento delle truppe della Luceria Saracenorum. I documenti che ci descrivono cosa portavano durante le campagne militari dentro e fuori il Regno di Sicilia non sono pochi. Il 3 Giugno 1282 re Carlo I ordina di consegnare a Riccardo, custode della regia camera di Lucera, 600 archi d’osso con turcassi e frecce. Il 23 Ottobre 1278 si parla di casse di quadrelli conservate a Lucera. Il 30 Aprile 1273 re Carlo ordina di acquistare 200 archi di corno per gli arcieri destinati a Brindisi. Il 18 agosto 1282 vi è l’ordine di comprare 400 archi o altrettante lance ferrate insieme alle roelles (rotelle) conservate nel castello di Lucera. Il 20 Gennaio 1274, si da ordine di costruire 100 rotelle secondo il disegno dato da Riccardo Saraceno. Inoltre ciascun saraceno doveva procurarsi per proprio conto iuppectum et gorgeriam de prepunto (giubba e collare imbottiti e trapuntati), cerbelleriam (cervelliera), ensem (spada) er cultellum ad punctam (pugnale a punta). Essi ricoprivano sia il ruolo di fanteria specializzata appiedata, sia quello di cavalleria, probabilmente leggera. Non erano solo bravi nell’utilizzo delle armi ma anche nella loro fabbricazione, infatti nei documenti della cancelleria angioina troviamo richiesta per armaturarii, balistarii, magistri balistarum et arcuum, helmerii, spatarii e costruttori di frecce.

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07Gennaio

1976, il Cacc'e Mmitt di Lucera diventa Doc

Il 29 Marzo del 1976, la Gazzetta  Ufficiale pubblica il Decreto che rende il vino "Cacc'e Mmitt" di Lucera una produzione Doc.

La singolare  denominazione di questa Doc sottolinea il particolare metodo di  degustazione di questo vino, che va versato nel bicchiere, bevuto subito e poi versato nuovamente. Il Cacc'è Mmitte di Lucera Doc si produce in  alcuni comuni della provincia di Foggia, dove i vitigni sono coltivati  con particolare cura sin dal X secolo.

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07Gennaio

Tracce della Luceria romana in via Montesanto?

Per alcuni comincia ad avere i contorni  di una  sorta di piccolo giallo. A distanza ormai di oltre un mese da quando  sono stati occasionalmente scoperti infatti prosegue il riserbo sui  resti di un’antica abitazione rinvenuti in via Montesanto nell’area destinata ad ospitare il mercato settimanale. Sul posto lo scorso maggio è giunta già un’equipedi archeologici ma nulla è trapelato, almeno in modo ufficiale.

Non si sa quindi se i resti, sepolti dall’acqua la scorsa settimana ma poi riemersi, siano risalenti all’età romana, a quella medioevale oppure ad un’epoca ancora più vicina. In attesa di sapere qualcosa a montare però è l’interesse per questa nuova, l’ennesima, scoperta archeologica.

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20Febbraio

La strada più stretta d’Europa si trova in Puglia

Con l’ampiezza di soli 45 centimetri, ‘Vico Ciacianella’ è una tra le strade più strette d’Italia e d’Europa.

E’ un vicolo strettissimo, situato nel centro storico di Lucera meglio conosciuto come ‘Stretta Ciacianella’ dai residenti della cittadina.

C’è chi dice sia frutto di un contenzioso tra vicini di casa,chi sostiene sia nata come via degli innamorati, chi come scappatoia e depistaggio dal nemico ai tempi bellici;

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21Febbraio

L’entrata di Manfredi di Sicilia a Lucera nel novembre 1254

Vi proponiamo un passo molto interessante della cronaca Historia de rebus gestis Friderici II (ed. a cura di Francesco De Rosa, Cassino, 2007), coeva agli avvenimenti, in cui il Principe Manfredi di Sicilia, figlio di Federico II Imperatore, il 2 Novembre 1254 durante le dispute con il Pontefice Innocenzo IV decise di recarsi a Lucera, allora abitata dai saraceni, per rinforzare il proprio esercito e chiamare a raccolta i baroni ancora a lui fedeli. Nei passi della cronaca ci sono notizie sul palatium federiciano e su una porta della città che molti fanno risalire a porta Foggia. Buona lettura.

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28Dicembre

Un curioso scambio d’identità: la tela del B. Kazotic è di S. Agostino d’Ippona!

Anche quest’anno, dal 31 luglio al 3 agosto, si è celebrato il triduo e la festa in onore del B. Agostino Kazotic, italianizzato in Casotti (Trogir, 1260 c.- Lucera, 1323), il grande vescovo domenicano di origini croate che resse prima la diocesi di Zagabria e poi quella di Lucera, tra il 1322 e il 1323, di cui è in corso il processo di canonizzazione. Per l’occasione è stato finalmente esposto al culto il busto ligneo con il capo in argento del beato, prezioso reliquiario che ne custodisce il teschio, realizzato nel 1563 e restaurato di recente. Mancava all’appello la tela settecentesca -attribuita sempre al Kazotic – custodita all’interno della sacrestia del Duomo angioino, per il cui restauro era stata organizzata, circa un anno fa, una meritoria raccolta fondi dalla delegazione del FAI di Foggia.

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07Gennaio

Luce nel bosco: una possibile etimologia della parola “Lucera”

Si è discusso a lungo, ed ancora se ne discute, della possibile etimologia della parola “Lucera”. A tal proposito, si sono costituite due scuole  di pensiero: quella che fa discendere il significato del termine “Lucera” dalla parola “luce” e quella che la fa derivare da “bosco” o “bosco sacro”.  Queste due interpretazioni si sono a lungo  contrapposte ed, ancor oggi, tale disputa resta una vexata qaestio.È possibile, invece, ricondurre le due esegesi ad una comune radice  semantica, quella che mette, appunto, in relazione il bosco alla luce,  che, a volte, filtra in esso.

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08Gennaio

Lucera nel 1813

Il Carrari ci fornisce una immagine di Lucera 150 anni dopo quella realizzata nel 1680 dall’Abate Giovan Battista Pacichelli.
Che differenza si nota tra le due rappresentazioni?

Pianta di Lucera nel 1813 del CARRARI 
Il Pacichelli ci trasmette l’immagine di una città medievale, circoscritta e quasi costretta all’interno della cinta muraria. Guardandola non è difficile immaginare i tempi che furono, le guerre e i lunghi assedi.
Sensazione amplificata dall’uso del chiaro scuro adottato dall’abate. 

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