In questo blog vengono raccolti articoli diversi reperiti sul web o tratti da vecchi giornali.

Per ognuno di essi a fondo pagina è riportata la fonte.

21Dicembre

Gaetano Pitta Il corriere di Foggia 26-03-1950

Educatore e maestro

« Un gran cuore, il nostro cuore, ha cessato di battere la sera del 21 Gennaio in Roma. quel cuore si chiamava Gaetano Pitta». Queste le prime parole con cui s'iniziava il nobilissimo manifesto lanciato al pubblico di Lucera dalla locale Sezione dell'Associazione della Stampa, di cui Gaetano Pitta fu l''autorevole amatissimo Presidente, come degli attuali suoi componenti Egli fu fino alla morte Maestro ed Esempio fra i più illustri.

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22Dicembre

LUCERA: una città Saracena nell'Italia meridionale

Articolo di Marco Dubini

Negli anni che vanno da 1224 al 1300, in Puglia, a pochi chilometri da Foggia, la città di Lucera, posta su un colle alto circa 240m., fu abitata esclusivamente da saraceni, colà deportati dalla Sicilia dall'Imperatore Federico II di Svevia (1194-1250). Lo scopo di questa operazione era quello di pacificare l'isola e di impedire le continue rivolte dei musulmani che vi abitavano da centinaia di anni. Si può stimare che siano stati trasferiti, non certo in un sol colpo, tra le quindicimila e le ventimila persone. Cacciati il vescovo e i pochi cristiani, Lucera divenne tutta saracena. Federico preferì non intromettersi nell'amministrazione della città , pur pretendendo il pagamento di un "testatico" (tassa individuale). I suoi nuovi abitanti ebbero la facoltà di conservare la loro religione e di vivere secondo le loro usanze. Fu costruito un grande castello e un palazzo imponente nel quale, come hanno rilevato gli scavi, vi si doveva condurre una vita fastosa. I musulmani avevano un capo proprio, il caid, con propri organi di vigilanza, coi loro sheikh (anziani) e fakih, una sorta di esperti di diritto o giudici. Alla comunità islamica fu concesso di autogovernarsi secondo la legge coranica. Le loro moschee e i loro minareti si vedevano da lontano. Finchè regnarono gli Svevi, i saraceni non ebbero motivo di lagnarsi della tolleranza loro accordata.

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22Dicembre

Origine, vita e distruzione della colonia saracena di Lucera

di Tonino Del Duca

di Tonino Del Duca
Insurrezioni dei Saraceni in Sicilia e loro trasferimento a Lucera
Gli Arabi della Sicilia vengono sottomessi dai Normanni tra il 1060 e il 1091. Allʹinizio del governo di Federico II, approfittando della piccola età del Re, i Saraceni si alleano con Marquando di Anweiler, nonostante le promesse, le esortazioni e le minacce del papa Innocenzo III, tutore del Re. Lʹesercito regio‐ papale sconfigge i rivoltosi tra Palermo e Monreale, ma non frena lʹinsurrezione che divampa in tutta la Sicilia. Sotto la guida di Ben‐Abed i Saraceni si arroccano sui monti in rifugi inespugnabili. Ma non appena è in grado di assumere la direzione dellʹimpero, Federico II conduce una vigorosa campagna contro i ribelli.

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06Gennaio

Ipotesi e spunti sulla Chiesa di San Francesco

di Michele Giardino

L’attuale chiesa-santuario di San Francesco Antonio Fasani, che tutti possiamo ammirare di fronte il nostro tribunale costruito con il reimpiego di copioso materiale edilizio desunto dal palatium di Federico II, fu fatta costruire, secondo la storiografia tradizionale, da Carlo II d’Angiò in onore di San Francesco d’Assisi , dopo la cristianizzazione della precedente Luceria Sarracenorum, eretta in 4 anni: dal 1300 al 1304.

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18Febbraio

La danzatrice di Lucera

La danzatrice di Lucera

Lucera, città Saracena, è posta con le sue fortezze pesanti e minacciose sulla collina brulla, la quale scende repentinamente in lontananza in un'infinita estensione coperta d'erba. Il muro di cinta è costituito da 15 gigantesche torri che racchiudono in un abbraccio la reggia del Re degli Hohenstaufen. Il grande Re riposa già da qualche anno nel Paphyrsarcofago a Palermo, tuttavia i Saraceni si rifiutano di credere in ciò. Essi sostengono, guardando con grande umiltà il palazzo reale, che il suo […] fu portato via dal Re Manfredi, figlio di Federico, che si reca raramente a palazzo.

A ridosso della piazza della Moschea e del Mercato, si trovava la casa del Sig. Kadi Azirah, il quale deteneva la giurisdizione su tale territorio. Un ragazzo o forse una bambina, scompare attraverso un portone di rame nella solitudine del mattino, nell'ora in cui si incontrano il giorno e la notte, si spengono le stelle e gli angeli, nella penombra del crepuscolo spiegano le loro ali, si occultano e si seducono. Questa è l'ora chiamata dai Saraceni "dei condannati", vale a dire di quelli che non sono né vivi e né morti. Il negro, che ha l'incarico di chiudere il portone, fa l'incantesimo che si usava nella sua patria per addormentare i serpenti. Semrud, la domestica, sorride con cattiveria e di tanto in tanto si ferma un attimo a raccogliere i veli grigi sulle spalle.

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22Dicembre

Una cospicua opera di restauro nel Duomo Angioino di Lucera – articolo del Giornale d’Italia, 20 agosto 1939

Il restauro de­gli affreschi delle due cappelle del Duomo - Gallucci e Gagliar­di - restauro del quale già scri­vemmo nel numero del 12 luglio, è stato felicemente condotto a termine, in questi giorni, dai valorosi artefici Esterino Bequadro ed Enrico Vivio della R. Soprintendenza di Aquila, quest'ultimo già favorevolmente noto alla cit­tadinanza lucerina per l'altro re­stauro del gruppo ligneo della Madonna col Bambino, opera della prima metà. del Trecento tra le più significative del nostro maggior tempio.

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22Dicembre

Discorso di Giovanni Paolo II alla popolazione di Lucera

Davanti alla Cattedrale di Lucera - Lunedì, 25 maggio 1987

Carissimi fratelli e sorelle!

1. Ringrazio di cuore Monsignor Vescovo per le sue nobili parole, dalle quali accolgo volentieri l’espressione dei sentimenti della comunità ecclesiale, recentemente affidata al suo zelo di pastore.

Con sincero affetto porgo a tutti voi il mio saluto. A voi, cari fratelli nel sacerdozio ministeriale, ai membri degli istituti di vita di speciale consacrazione, alla vasta schiera dei fedeli laici, uomini e donne, giovani, ragazzi e ragazze, particolarmente a quelli che più da vicino prestano la loro opera alla missione pastorale della Chiesa.
Rivolgo parimenti il mio pensiero affettuoso a coloro che non hanno avuto la possibilità di partecipare al nostro incontro: ai malati, agli anziani, ai sofferenti, ai bambini. Essi sono vivamente presenti nel mio cuore.
Saluto altresì il signor Sindaco e le altre autorità, esprimendo loro deferente e cordiale apprezzamento per la loro presenza.

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22Dicembre

Piazza Lecce un.....Pozzo.....di storia

Piazza Lecce è situata nei pressi di Porta Foggia a due passi dalla chiesa di S.Giovanni.

E' molto improbabile che il suo nome tragga origine dalla cittàsalentina, mentre si pensa che l'origine del nome, richiami una famiglia gentilizia, "de Lecce" o "di Lecce", che forse aveva il in questa piazza il suo palazzo.
A conferma di ciò c'è un'antica mappa di Lucera, di Gaetano Carrari, nelle cui didascalie si legge di un "Largo di Lecce"
A Lucera ci fu una famiglia con tale nome, che annoverò un giurista autore di uno studio sulle gabelle e un sacerdote, don Romualdo, autore di una cronologia dei vescovi di Lucera, conservata nella nostra biblioteca comunale.

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06Gennaio

U pertone a rutare

Il portone della rotara

Fino a qualche decennio fa, con questo nome si indicava quel cortile situato nell’attuale via Giovanni Amendola tra il numero civico 61 e il numero civico 93.
A Rutare, era la persona addetta a ricevere i bambini “Proietti, trovatelli, gettatelli.” Così venivano chiamati appunto i bambini abbandonati.

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18Febbraio

Una breve storia ferroviaria di Lucera

Sin dall’antichità Lucera ha rappresentato la porta d’ingresso per la Puglia per qualsiasi viaggiatore che, dal litorale tirrenico, volesse raggiungere il mare Adriatico per poi recarsi ad Oriente tramite i porti di Siponto e Brindisi.

Ne sanno qualcosa i Romani già nel 322 a.C., che proprio per venire in soccorso agli alleati lucerini assediati dai Sanniti, incapparono in una delle più umilianti sconfitte della propria storia: la battaglia delle Forche Caudine. Per raggiungere da Roma la cittadina dauna, infatti, i consoli romani potevano scegliere tra due alternative: attraversare l’Appennino più a Nord e poi costeggiare la riviera adriatica verso Sud, strada meno tortuosa e più sicura ma molto più lunga, oppure avventurarsi attraverso le strettoie del Nord del Sannio.

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